L’invisibile che fa paura

Pasolini diceva: « Amo ferocemente, disperatamente la vita. E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine… ».

Questa frase, estrapolata dal contesto da cui l’ho presa, ergonomicamente si adatta al mio stato d’animo attuale: la paura.
Condizione psico-fisica difficile da mettere sul piatto per poi mangiarla e digerirla… perchè nel piatto non c’è nulla.
Non vediamo nulla attorno a noi, eppure siamo circondati.
Aristotele ci suggerisce di non preoccuparci quando non c’è soluzione ad un problema… Ma qui, di problemi non ce ne sono, non ci sono nemici.. solo orecchie indiscrete fatte d’aria ed occhi che, guardando in Alto, “compiono il nostro assordante silenzio” periodicamente… troppo periodicamente.

Non c’è nessuno.. siamo soli.

“Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.” (Martin Luther King)

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Pensiero scritto dopo gli attentati di Bruxelles.

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