Il mio ricordo di George Michael.

Era il 1996, avevo appena terminato con successo il mio primo anno al liceo Vico.Per festeggiare l’evento e per poter dar giustizia a quel Discman Sony che, fino a quel momento, aveva ospitato sul suo vassoio unicamente scrause compilation gratuite, di quelle accluse ai giornali, decisi di dar fondo al magro salvadanaio raccogliendo monetine da 500 lire, una manciata di banconote da mille, cinquemila e diecimila per acquistare il mio primo Compact Disc, il primo dopo aver passato 15 anni avvolgendo nastri al cromo.

La scelta non fu ardua nello scegliere il CD ma insolita.

Chi mi conosceva e conosce, potrebbe pensare che la mia scena lta sarebbe caduta su una delle stampe digitali dei Beatles (uscite nove anni prima). Non avrebbe assolutamente fatto una piega ma ciò che era ovvio non accadde.

Virai a tutt’altro, un po mosso dall’impavido senso di scoperta dell’adolescente ascoltatore e un po dal fatto che volessi rinnovare il mio personale background non rintanandomi sempre nel passato. 

MTV passava di continuo una canzone che mi faceva davvero impazzire, con questo cantante che, all’epoca, non associavo alla voce del duo inglese che aveva fatto storia con una bellissima canzone di Natale.

La canzone era Fastlove, un RnB/Disco trascinante che mi prese a tal punto da informarmi se fosse magari uscito il disco.

Il giornale TV Sorrisi e Canzoni diede il verdetto: il disco in cui era ed è contenuta Fastlove esisteva, si chiamava Older, era in classifica e per di più, segnava il ritorno sulle scene, dopo anni di assenza, del cantante inglese ex Wham, George Michael.

Come telecomandato, decisi di recarmi al vicino negozio di dischi D’Avenia a via Luca Giordano al Vomero, con in tasca una colonna sonora fatta di monete che, durante il tragitto, cozzando l’un con l’altra, creavano una piacevole sinfonia metallica.

Entro, chiedo gentilmente al commesso il CD che prontamente me lo mostra. Di fretta metto sul tavolo quell’orchestra di monetine, lui le prende e mi dà la ricevuta. Poi fa una cosa strana: mi apre il CD e appone sul retro del booklet un timbro con il nome del negozio e il numero di telefono (scoprirò a posteriori che era usanza da parte di un negozio di dischi e di libri apporre il timbro dell’azienza, come sinonimo di appartenenza e blanda promozione).

Finalmente ho tra le mani Older, il mio primo Compact Disc personalmente acquistato e primo tassello (ma all’epoca non potevo immaginarlo) della mia collezione di dischi.

Torno a casa, lo inserisco nel Discman, metto le cuffie e parte Jesus to a Child.

Quel disco l’ho ascoltato centinaia di volte, portandolo ( peccando di inesperienza da selector ) addirittura alle feste organizzate a casa dei miei amici che prontamente, dopo le prime due canzoni, mi bocciavano la scelta essendo troppo acerbi e non pronti ad assimilare il messaggio sonoro di un disco così raffinato e maturo.

Intanto continuavo ad ascoltarlo e lo faccio tutt’oggi, almeno un paio di volte all’anno.

La notizia della sua morte ha rotto il silenzo della mia notte, facendo rumore nel cuore perché, nel mio caso, se n’è andato molto più di un grande artista. 

Nella foto del retro del booklet c’è la frase che lui scrisse rivolgendosi ai fan, dove li ringraziava per averlo aspettato con una foto che lo ritrae di spalle e il timbro di cui ho parlato prima, che piacevolmente sporca il libretto.

Mi piace pensare che se ne sia andato così, proprio con quel cappotto, pronunciando la stessa frase… 


#georgemichael #ripgeorgemichael #wham #lastchristmas 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...