Il Record Store Day è tutti i giorni.

Ieri è stato il decimo anniversario del Record Store Day, la giornata mondiale dedicata ai negozi indipendenti di dischi che sono ancora (per fortuna) l’ultimo baluardo di diffusione della musica che ci è rimasto. Personalmente festeggio da nove anni questo evento, quando ancora nessuno lo conosceva.

Ricordo quando scambiavo opinioni con amici collezionisti riguardanti le uscite speciali previste per questa giornata, la loro risposta era: « …eh? record che?».

Oggi, grazie ad una maggiore padronanza di internet e alla lungimiranza dei pochi negozi superstiti, quest’occasione si è diffusa abbastanza capillarmente.

In Inghilterra e in America si sono create code durante la notte precedente l’evento fuori agli ingressi dei negozi di dischi…. code di persone, giovani e meno giovani pronti ad accaparrarsi la copia del loro disco in edizione speciale.

Quanto vorrei che anche in Italia ci fosse questa forza, questo impulso che ci porta ad entrare in un negozio di dischi per lasciarci consigliare, ascoltare nuova musica ed, alla fine, uscire dal negozio con una bella busta con qualcosa di magico dentro.

A giudicare dalle foto che ho visto su Instagram, Twitter e Facebook, c’è stato un netto miglioramento quest’anno rispetto al precedente in quanto a partecipazione.

Ma nel nostro bel paese ci sono priorità ben diverse dall’acquisto di un disco, quali progettare una vacanza, mangiare una pizza e provare a cambiarsi maglietta e pantalone più volte durante la giornata

Tutte realtà sacrosante, per carità… tanto la musica si scarica, illegalmente per giunta, di conseguenza quelle migliaia di persone in coda, al freddo, fuori i negozi di dischi ieri notte erano dei pazzi. 

La mia è un’osservazione, non una critica.

Quello che credo è che, dopo anni di silenzio, possiamo dare una nuova possibilità alla musica, a partire dai suoi luoghi di diffusione quali i negozi di dischi.

Prendiamoci il nostro tempo nella scelta della musica che ci emoziona, a partire dal negozio, tornando a casa scartando il cd o il vinile, inserirlo nel lettore o posare il disco sul giradischi, mettersi comodi ed emozionarci.

L’emozione ha bisogno di essere coltivata, scelta e curata… altrimenti è sterile piacere. 

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