Ciao Record Store Day, alla prossima!

12509663_10156263587545276_6194585309186292239_n
Anche quest’anno il Record Store Day 2016 giunge al fine-corsa.
Devo dire che è stata una giornata davvero emozionante, passata interamente per la prima volta in un negozio di dischi.
Ho avuto modo di osservare dai social quello che accadeva dalle altre parti del mondo: file umane di metri e metri formate la sera prima, adulti e ragazzi che hanno passato la notte fuori, riscaldati da coperte e tanti sorrisi.
Cosa ha spinto i londinesi e gli americani a passare ore e ore al freddo, in una notte piovosa? La passione per la musica che, grazie a quest’iniziativa, ha ritrovato linfa: tanti ragazzi in fila per un vinile. Bello vero?
In Italia non ci sono state scene di “delirio” urbano, lo stivale regge poco il confronto, complice forse la crisi che da sempre corrode ogni “slancio”.
Ad ogni buon conto, il bel paese non ha sfigurato.
Tramite Radio Capital ho potuto apprendere che in tutta la penisola i negozi di dischi, attraverso iniziative e sconti particolari, hanno incentivato l’ingresso e l’acquisto all’interno degli store stessi. Un bel traguardo se si pensa che 4/5 anni fa questa cosa era impensabile.
Ho vissuto il mio sesto RSD, come ho anticipato, nel mio negozio di fiducia ovvero Fonoteca a via Morghen al Vomero (Napoli).
Come ho scritto nel mio precedente post, a far da padrone in questo “tempio” è la professionalità della squadra e la possibilità di poter scegliere su una vastissima quantità di usato e tantissimo nuovo, sempre al passo con i tempi e con la qualità (cosa non da molti).
Noi italiani abbiamo potuto contare su una forte ma non completa selezione di release speciali RSD, ma devo dire che Fonoteca è stata sicuramente competitiva, riuscendo a soddisfare il 99% delle richieste provenienti da clienti alla ricerca proprio delle release speciali.
2016-04-16 10.58.05
Inutile dire che ho fatto anche io la mia spesa di vinili e, quest’anno, per la prima volta ho un CD targato RSD, una vera chicca.
Prossimamente sul mio profilo Instagram e sul mio Flickr posterò le foto con i miei acquisti.
Nel frattempo, indovinate cosa ho acquistato guardando questa foto:
2016-04-16 21.40.50
Aspettando il Black Friday a Novembre, vi saluto ringraziando anticipatamente chi legge e trova interessanti queste mie considerazioni sulla musica e su questa giornata a cui ho dedicato ben due pagine di questo spazio.
“La musica va vissuta, amata, toccata…”

PS:Nella foto seguente, un piccolo giradischi di lana fatto a mano da mia madre
2016-04-16 22.11.31

Diego Zapple Imperatore.

Annunci

Love & Mercy

Un pianoforte sulla sabbia con cani che “giudicano” le buone vibrazioni e passare decine di minuti in un’automobile di lusso parlando della propria vita all’avvenente venditrice, prima di passare all’acquisto, pensare ( e riuscire) di portare in studio di registrazione animali di tutti i generi durante le session di un album epocale  e parlare con le mura di uno studio prima delle registrazioni di un disco che non vedrà la luce per diversi anni. Tutte queste cose potrebbero sembrare capricci da rockstar, in realtà erano frutto di una mente, quella dell’assoluto genio del pop Brian Wilson, che confondeva la realtà con le non più acerbe visioni del passato, un passato violento, sempre a camminare sulle uova a causa di un padre esigente e di una madre visibilmente assente.
Questo ed altro nel film Love & Mercy diretto abilmente da  Bill Pohlad.
Un film intenso, dove si respira poco surf e tanto disagio. Dove i miliardi diventano la lama che segna, con una velocità inesorabile, la vita del musicista.
Nella pellicola viene analizzato egregiamente il rapporto con il medico/despota Eugene Landy ( interpretato da un grande Paul Giamatti che suggerirei come protagonista in un eventuale film su Phil Spector ), vero fulcro della vita di Brian, la spada di Damocle che penderà idealmente per sempre sulla sua personalità, anche dopo aver vinto la causa che lo libererà fisicamente da lui molti anni dopo.
Un botta e risposta tra i favolosi anni’60 e i pericolosi ’70, in una giostra perfettamente sincronizzata dal regista, dove si alternano i “due” Brian magistralmente interpretati da Paul Dano e John Cusack.
Insomma, Love & Mercy è un film che tutti dovrebbero vedere, ascoltare, capire.
Attenzione: il rischio è che quando uscirete dal cinema, l’istinto è quello di recarsi al più vicino negozio di dischi per acquistare tutti gli LP dei Beach Boys.
12924479_1784098175157699_3116885407981523437_n